Il 31 dicembre 2025 non è semplicemente una scadenza amministrativa: rappresenta un momento decisivo per tutti i Professionisti Sanitari che vogliono garantire ai propri pazienti cure sicure, aggiornate e di alta qualità.
Entro questa data, infatti, ogni professionista dovrà aver completato i 150 crediti ECM previsti per il triennio 2023–2025, un requisito fondamentale non solo per essere in regola, ma per rispondere alle esigenze di una sanità moderna e in continua evoluzione.
L’obbligo ECM: un investimento nella qualità dell’assistenza
La formazione continua non è solo un obbligo normativo: è prima di tutto un atto di responsabilità nei confronti dei pazienti.
Mantenersi aggiornati significa saper gestire nuove terapie, tecnologie, linee guida e protocolli, migliorando la sicurezza e l’efficacia delle cure.
La Legge Gelli-Bianco e il relativo decreto attuativo stabiliscono che, dal 1° gennaio 2026, i professionisti che non avranno raggiunto almeno il 70% dei crediti ECM potrebbero non essere coperti dall’assicurazione professionale. È un rischio concreto che conferma quanto la formazione continua sia ormai parte integrante della pratica sanitaria.
La mancata regolarizzazione può inoltre comportare:
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sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine (dall’ammonizione alla sospensione o, nei casi più gravi, alla radiazione);
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ripercussioni economiche e penalizzazioni nei contratti collettivi o nelle progressioni di carriera.
ECM: non solo obblighi, ma valore per il paziente
Oltre agli aspetti sanzionatori, il mancato aggiornamento espone il professionista a contenziosi senza adeguata tutela assicurativa e, soprattutto, rischia di compromettere la qualità delle cure.
Formarsi significa:
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rafforzare il rapporto di fiducia con il paziente,
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ridurre errori e rischi clinici,
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garantire interventi basati sulle evidenze scientifiche più recenti.
Scadenza ECM del triennio 2023–2025: cosa prevede la normativa
Con la delibera approvata il 3 luglio, la Commissione Nazionale ECM ha definito in modo chiaro le modalità per il completamento del fabbisogno formativo:
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Obbligo formativo: 150 crediti ECM entro il 31 dicembre 2025 (fatte salve eventuali riduzioni o esoneri).
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Modalità di acquisizione:
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almeno il 40% deve derivare da attività come discente in corsi accreditati,
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fino al 60% può provenire da docenze, tutoraggi, pubblicazioni o autoformazione.
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Compensazione dei crediti:
i crediti in eccesso del triennio attuale possono coprire eventuali debiti formativi dei trienni precedenti, tramite piattaforma Co.Ge.A.P.S., fino al 30 giugno 2026.