Id Provider: 18
Evento n° 472071
Data inizio: 10/01/2026
Data fine: 09/01/2027
Crediti assegnati: 5
Corso gratuito
https://stilemaeventi.it/event/guerra-e-violenza
In un contesto storico caratterizzato da conflitti armati diffusi, da forme estese di violenza collettiva e da una costante esposizione mediatica alle immagini di guerra, diventa essenziale sviluppare strumenti interpretativi capaci di comprendere i meccanismi psicologici alla base dell’aggressività, dell’ostilità e della sopraffazione. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra psicoanalisi, psicologia sociale, etologia, filosofia e studi culturali, il ciclo Guerra e violenza si propone di offrire chiavi di lettura utili a indagare le radici e le conseguenze psichiche, sociali e culturali dei fenomeni bellici.
Nicole Janigro affronta il pensiero di Sigmund Freud sulla distruttività umana, evidenziando come guerra e violenza siano espressione del conflitto interno tra pulsioni di vita ed energie di morte. Muovendo dai testi freudiani, dal Disagio della civiltà al dialogo epistolare con Einstein (Perché la guerra?), vengono analizzati i processi psichici di scissione, negazione e disumanizzazione dell’altro, con particolare attenzione ai traumi collettivi, alle nevrosi di guerra e alla tensione tra un Io orientato alla pace e un Io incline al conflitto.
La lezione di Ugo Morelli si concentra sulla distinzione tra aggressività, intesa come impulso naturale alla relazione e al confronto, e distruttività, considerata come esito patologico dell’incapacità di riconoscere e accettare le differenze. Riprendendo le riflessioni di Franco Fornari ed Erich Fromm — che interpretano la guerra come elaborazione paranoide del lutto e la distruttività come fuga dall’angoscia di morte — viene sottolineata l’importanza di sviluppare una cultura del conflitto come alternativa alla violenza. Cooperazione e conflitto vengono così letti come dinamiche complementari e fisiologiche, mentre la rimozione del conflitto favorisce stereotipi, negazione e sopraffazione.
Romano Madera propone una rilettura del pensiero di Carl Gustav Jung sul tema della violenza, focalizzandosi sul concetto di Ombra, ovvero ciò che l’Io rifiuta e proietta all’esterno trasformando l’altro in nemico o capro espiatorio. Attraverso il mito di Sigfrido e l’idea di una “guerra civile interiore”, emerge come la pace esterna non possa realizzarsi senza un confronto e un’integrazione del conflitto intrapsichico. La violenza collettiva viene così interpretata come il risultato della rimozione del negativo e di processi di proiezione che fondono archetipi e realtà sociali.
Andrea Giardina analizza il contributo di Konrad Lorenz, fondatore dell’etologia moderna, approfondendo la sua teoria dell’aggressività innata e le sue implicazioni per la comprensione della violenza umana. La lezione distingue tra aggressività interspecifica e intraspecifica, esamina il ruolo evolutivo dei rituali inibitori e mette in luce la crisi contemporanea dei meccanismi naturali di contenimento, legata allo squilibrio tra sviluppo culturale e ritmo biologico. Ampio spazio è dedicato anche alle riflessioni di Lorenz su ambiente, degenerazione culturale, manipolazioni sociali e sull’impatto amplificante della tecnica sulla distruttività.
Infine, Gabriella Caramore offre una lettura filosofica della guerra attraverso il pensiero di Simone Weil, testimone diretta delle fratture del Novecento. Vengono approfonditi tre nuclei centrali: lo sguardo sulla storia dal punto di vista degli sconfitti, la responsabilità umana nell’uso degli strumenti di distruzione e la necessità di un pensiero aperto, non dogmatico, capace di orientare verso nuove forme di speranza. Una prospettiva che invita a coltivare uno sguardo ampio e consapevole, in grado di tenere insieme vulnerabilità, responsabilità etica e riconoscimento dei limiti umani, elementi imprescindibili nei tempi di crisi e conflitto.
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